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Accessibilità
| Modificato da: afrascari
il: 15/09/2006 11.34.00
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Anche se al momento il sito non rispetta tutte le linee guida delle Legge Stanca per le Pubbliche Amministrazioni (l'adeguamento è in corso), il sito è comunque accessibile: una serie di verifiche approfondite è stata eseguita in collaborazione con un gruppo di tester diversamente abili.

Vediamo cosa intendiamo per accessibilità:

Progettazione universale

L'accessibilità del web è l'applicazione ad Internet di un concetto più ampio, la progettazione universale o, come dire in inglese, il design for all. Questa impostazione parte dal presupposto che gli esseri umani non sono tutti uguali, pertanto quando si immagina, quando si progetta, quando si realizza qualunque cosa, bisogna pensare alle necessità di tutti coloro che lo utilizzeranno.
Se pensiamo ad esempio alla progettazione di un edificio, dobbiamo considerare che questo potrà essere abitato o visitato da persone che camminano normalmente e da persone che si muovono su una sedia a rotelle. In questo caso parliamo di "progettazione senza barriere architettoniche", che è l'esatto contrario di "rimozione delle barriere architettoniche".
Progettare per tutti non solo è corretto da un punto di vista sociale, poichè fin dall'inizio non discrimina nessuno, ma è anche conveniente da un punto di vista economico: abbatte i costi che prima o poi dovranno essere sostenuti per rendere quel prodotto usabile da tutti.
Applicata al web, la progettazione universale significa realizzare servizi e siti web che dal punto di vista della grafica, del testo e dell'interazione possano essere utilizzati da qualunque utente dotato dell'attrezzatura tecnologica necessaria per connettersi ad Internet.

In particolare, il sito pone particolare attenzione alla navigabilità da parte di utenti non vedenti, ipovedenti, audiolesi e disabili motori.
Per esempio:

  • tutti i contenuti grafici hanno una alternativa testuale che può essere letta da uno screen reader o da un browser che non può visualizzare le immagini;
  • si possono impartire i comandi di navigazione col mouse, con la tastiera e con tutti i dispositivi di input alternativi collegabili a un personal computer;
  • sono stati implementati meccanismi per agevolare la navigazione, come la mappa del sito, le barre di navigazione e di posizione, i tasti di accesso rapido alle varie aree dello schermo;
  • particolari accorgimenti sono stati adottati per facilitare la lettura di tabelle da parte di persone che utilizzano uno screen reader;
  • le pagine web sono state progettate per una piena compatibilità coi browser grafici e testuali disponibili attualmente sul mercato.

La legge Stanca

Dal 9 gennaio del 2004 l'accessibilità in Italia non è solo una serie di raccomandazioni tecniche e di buone prassi, ma è anche legge dello Stato per la Pubblica Amministrazione.
Dopo una lunga gestazione in quella data è stata promulgata la legge n. 4 del 2004, "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", che prende il nome del ministro per l'Innovazione Tecnologica Lucio Stanca che ne ha seguito l'iter. Un iter che è durato più di un anno e che ha coinvolto tutte le forze politiche, il mondo delle associazioni dei disabili e i tecnici impegnati nello sviluppo della rete Internet.
La legge Stanca si pone l'obiettivo di tutelare e riconoscere:

  • il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici";
  • il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili".

E' fatto obbligo alle Pubbliche Amministrazioni di pubblicare siti web ma anche di utilizzare programmi informatici che non escludano nessun soggetto, in special modo i disabili. E' un passo molto importante sulla via della democrazia digitale e della riduzione del digital divide. Naturalmente non è tutto oro quel che luce. L'elaborazione del regolamento attuativo non ha richiesto, purtroppo, i quattro mesi ipotizzati dalla legge stessa, a un anno dalla sua promulgazione è ancora in bozza ed attende di compiere tutto l'iter burocratico necessario. Senza questo regolamento la legge rimane una pura asserzione di principi che non sortisce effetti sul piano dei diritti esigibili da parte dei cittadini.




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